“La Provincia sta seguendo con la massima attenzione le vicende che riguardano la Safilo e ha già dato la propria disponibilità ad intervenire per assistere le parti mettendo sul tavolo ogni strumento disponibile per superare le difficoltà dell’azienda anche attraverso un’attività di mediazione istituzionale per trovare un punto d’accordo tra azienda e lavoratori”. Con queste parole l’assessore provinciale alle Politiche del lavoro Massimiliano Barison illustra l’impegno dell’amministrazione provinciale a fianco dei dipendenti, con l’obiettivo di scongiurarne i licenziamenti. La strada da seguire, indicata dalla Provincia, è quella di utilizzare il “contratto di solidarietà” in alternativa alla cassa integrazione e alla mobilità che avrebbe un effetto ben più pesante sui lavoratori.
“Grazie ai contatti con le organizzazioni sindacali – chiarisce l’assessore Barison – siamo costantemente informati sull’evolversi della situazione. Azienda e sindacati hanno stabilito in queste ore un calendario di incontri per avviare le consultazioni tra le parti, anche se, ad oggi, non sono state aperte formalmente le procedure previste dalla legge per ricorrere agli ammortizzatori sociali, e giusto in questa fase – ribadisce Barison – mi sento di indicare come percorso da seguire per superare questo momento di difficoltà l’utilizzo del contratto di solidarietà già più volte sperimentato positivamente in provincia di Padova”.
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La situazione della Cargill Srl di Perarolo di Vigonza approda a Roma. La richiesta di un incontro con il Ministero dello Sviluppo economico è stata formalizzata dalla Provincia questa mattina durante una riunione che si è svolta alla presenza dell’assessore provinciale al Lavoro e Formazione Massimiliano Barison, dell’assessore pro tempore del Comune di Vigonza Attilio Miotto e del presidente della Cargill Srl Silvio Ferrari. Hanno partecipato anche le organizzazioni sindacali con Erminio Gomieri (Fai Cisl), Andrea Gambillara (Flai Cgil) e Luciano Nante per le Rsu.
La Cargill di Perarolo produce lecitina di soia per dolci e miscele per insaccati destinate alle più note marche del mercato alimentare. La società, con sede italiana a Milano e altre filiali a Castelmassa di Rovigo e Chioggia, appartiene alla multinazionale americana di Minneapolis, negli Stati Uniti e impiega 142.000 persone in 66 Paesi. Il 24 aprile scorso l’amministrazione italiana ha attivato la procedura di mobilità per 22 su 34 dipendenti annunciando la chiusura dello stabilimento di Vigonza e il trasferimento delle altre 10 unità nella sede di Castelmassa. Le organizzazioni sindacali e il Comune di Vigonza hanno quindi fatto richiesta alla Provincia di intervenire per analizzare le problematiche sociali e occupazionali determinate dalla chiusura del sito produttivo.
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